La Clio Williams

Prima serie (1993-1994)

 

AVEC FORMULE 1 WILLIAMS-RENAULT

La Clio Williams adotta un motore 1998cc 4 cilindri 16 valvole denominato F7R, che è l’evoluzione del propulsore F7P installato sulle Clio 16s e 16v, si differenzia da quest’ultimo essenzialmente per un albero a gomiti a corsa allungata, per i pistoni con alesaggio maggiorato e da una testata completamente rivista che danno come risultato 150cv a 6100 giri/m di potenza massima e una coppia di ben 175nm (18.2kgm) a 4500giri che pero’ è comunque disponibile sin dai bassi regimi regimi (90% della coppia la troviamo già a 2500giri) a differenza delle clio 16v che con il suo F7P erogava 137cv a 6500giri/m ed aveva una coppia massima di 158nm a 4250 che pero’ tardava a farsi sentire prima dei 3500giri.

La clio williams é stata prodotta dalla Renault per essere utilizzata come arma d’attacco nel Campionato di Rally Francese del 1993, infatti la sorellina Clio 16v si trovava a battagliare nella sua classe con le vetture di 2000cc con evidenti problemi di competitività su parecchie speciali soprattutto quelle che richiedevano coppia ai bassi che la williams risolse subito!

Nella clio Williams stradale di input ingegneristici prelevati dal reparto corse renault sport che si dedicava alla Williams Grand Prix ce ne sono molti, infatti il motore della clio williams nella parte riguardante la testata attinge quasi a piene mani dalle tecniche costruttive del propulsore renault RS4 e RS5 montato all’epoca sulle williams da F1, e successivamente sulla Benetton campione del mondo con Schumacher. Praticamente si avvale di quelle tecniche costruttive messe a frutto dalla Renault Sport su motori da F1 nati dalla collaborazione di questa con il centro spaziale francese “Aerospatiale” e , un centro dove in pratica si costruiscono tutt’ora i propulsori per i razzi spaziali “airbus” e la “Snecma” una industria aereonautica che produce propulsori per aereo ad elevate prestazioni. La Renault Sport chiese collaborazione a questi due centri per controbattere lo strapotere Honda dell’epoca. Praticamente la grande innovazione fu la realizzazione di testate con innesti all’interno del metallo di resine polverose speciali, in modo da ottimizzare il rendimento termico e quindi essere più perfomante e essere allo stesso tempo più affidabile essendo meno soggetta a rotture dovute a stress elevati.

Altra caratteristica derivata dai propulsori di F1 della Renault fù il tipo di lucidatura effettuata sui condotti di aspirazione della testata, tale procedimento vuole che le benzina confluita all’interno dei condotti subisca una sorta di raffreddamento dovuto alla speciale lucidatura ed arrivi quindi più ossigenata in camera di scoppio con conseguente migliore combustione e quindi migliore esplosione all’interno dei cilindri.
Chiaramente la renault applico la denominazione Williams alla vettura anche per un discorso commerciale è inutile nasconderlo infatti sperava di avere un guadagno dal successo ottenuto dalla Williams in ambito agonistico nella massima espressione delle corse quale è la F1 (un campionato costruttori F1 già vinto, e il secondo (di sei consecutivi) già abbondantemente conquistato). L’auto si poteva solo avere in Williams Blue, e gli altri cambiamenti dalle clio 16v standard includevano splendidi cerchi in alluminio color oro, migliori sospensioni e una più lussuosa tappezzeria interna con il logo Williams cucito sullo schienale dei sedili. Sorprendentemente l’ ABS e gli airbag sono stati rimossi, come se la Clio Williams aspirasse ad essere “pilotata” dai più sportivi guidatori. Inizialmente fu annunciata la produzione, di soli 2500 esemplari (allargati successivamente date le richieste a 3800 di cui 800 per l’Italia) in concomitanza con il Genève Motor Show del 2 Marzo 1993…..

…….(delle quali solo 400 avevano la guida a destra), e ognuna era individualmente identificabile da una placca numerata sulla plancia (un idea prelevata dalle prime Renault 5 Turbo Serie I da rally). Comunque, come con la Renault 5 Turbo I, a causa della grandissima richiesta, una seconda (la Clio Williams 2) e anche una terza serie (la Clio Williams 3) furono più tardi prodotte rispettivamente nel 1994-95 e nel 1995-96.

 

Seconda serie (1994-1995)

Spinta dalla forte domanda,La Renault nel 1994 decise di concedere ulteriori repliche della sua Clio Williams 2.0 16 v, temporaneamente uscita dal listino nell’anno precedente. La sua nuova uscita coincise con una serie di aggiornamenti che caratterizzavano la nuova gamma clio di metà anni ’90. Esternamente quindi sono nuovi i gruppi ottici posteriori, leggermente arrotondati e collegati da una sottile banda dello stesso aspetto (la scritta “Renault Clio” nel portellone è ora più alta e fissata alla carrozzeria), il tappo della benzina con la serratura scavata, gli specchietti retrovisori esterni ora a regolazione elettrica di dimensioni maggiori ,la strumentazione interna (manopole riscaldamento e orologio) con grafica più moderna, il tergilunotto di forma più sottile, la targhetta “2.0” non più vicino agli indicatori di direzioni anteriori laterali ma ora presente nelle fasce nere paracolpi laterali e, in ultimo, la sottile calandra anteriore in un unico elemento anzichè due sottili e le plastiche sottofari-anteriori verniciate in tinta. La colorazione blue sport 449, invece, è sempre la stessa,così come gli splendidi cerchi in lega leggera 7J x 5″ color oro della Speedline. Un efficace tocco di grinta che certo non guasta,sposando alla perfezione la carrozzeria dai vistosi passaruota allargati e dal frontale quasi minaccioso, grazie al massiccio paraurti e alla << gobba >> sul cofano che integra la presa d’aria di tipo Naca. Di rigore, poi, il logo Williams sulle fiancate (da questa serie gli adesivi,compreso quello del portellone posteriore hanno anche la parte interna blu adesiva. Nel 1993 al contrario il blu interno lo faceva la carrozzeria). Da segnalare due modifiche all’abitacolo: 1- l’introduzione dei pretensionatori nelle cinture di sicurezza; 2- l’adozione nelle portiere di barre antintrusione (il climatizzatore anche in quest’ultima edizione non era disponibile, come anche l’ABS). Infine è doveroso segnalare che nella versione restyling, la Williams poteva essere dotata di tettuccio apribile elettricamente (unico optional a 1.090.000 £). Rispetto alle Williams del ’93 sono però migliorate leggermente le prestazioni, specialmente nello scatto e nella ripresa, grazie evidentemente a piccoli ma efficaci aggiustamenti nella gestione del propulsore. Così sfruttando i 147 cv a 6100 giri e soprattutto, la coppia disponibile all’85% già al regime di 2500 giri con un picco di 18,2 Kgm a 4500 giri la vettura scatta da 0 a 100 in appena 7″ 72 e percorre il chilometro da fermo in 28″57, mentre la Williams del 1993 aveva ottenuto rispettivamente 7″87 e 28″78.In velocità massima la nuova Williams segna i 215,700 Km/h ( 215,800 nel ’93).Da i 100 Km/h si ferma in 43,9 metri ( a causa anche dell’assenza dell’ ABS).I consumi rimagono anche in questa nuova edizione abbastanza elevati: 10,138 Km/litro in autostrada e 8,931 in città.Infine il “sound”…..che rimane sempre da grande sportiva,specie in accelerazione con i 76,5/74.5 db a 130 Km/h e 80/78,5 a 160 orari.

Nel 1995 sulla base della seconda serie venne prodotta una serie speciale per la Svizzera denominata Swiss Champion. Tutti gli esemplari (500) presentavano sulla plancia una targhetta numerata, un’autoradio Sony con caricatore a 6cd e 6 casse hi-fi e un volante specifico. Esternamente vi era un colore blu leggermente diverso e i loghi “Swiss Champion” nelle fiancate. Ecco alcune foto:

Terza serie (1995-1996)

Da circa metà 1995 iniziò la produzione dell’ultima serie ( la terza) che si spinse fino a circa metà 1996. In questa ultima serie scompare dal cruscotto la targhetta numerata e il colore della carrozzeria diventa Blue Galassia 432. Si possono avere anche gli appoggiatesta per i sedili posteriori e tra gli optional figura invece l’ABS, motivo che ci porta a presupporre che le ultime williams prodotte sarebbero state allestite su scocca 1.8 16v. Sia esternamente che internamente mantiene le medesime caratteristiche estetiche e meccaniche della seconda serie. Esemplari usati di questa terza serie si possono trovare anche a prezzi inferiori rispetto alle altre edizioni: questo è dovuto principalmente alla mancanza della targhetta numerata.

 

Le tre serie in breve

La prima serie comparve nel 1993, aveva come differenze estetiche rispetto alle successive serie: baffo anteriore sovraparaurti in tinta nera diviso in due pezzi, specchietti retrovisori piccoli e a regolazione manuale, comandi ventilazione semplificati nella grafica, la fascia posteriore portellone era opaca con i loghi renault e clio inseriti direttamente sulla stessa, cambiava pure il braccio del tergilunotto. La palpebra che sovrastava la strumentazione interna era di un materiale piu’ morbido e leggermente piu’ opaco.

Nel 1994 comparve la seconda serie di Williams,nuovo baffetto anteriore in tinta macchina ed di un solo pezzo retrovisori esterni elettrici e auto sbrinanti comandati da lunotto termico,nuova grafica per comandi ventilazione, nuovo tergi posteriore,fari posteriori di nuovo disegno,modanature porte piu’ grosse e con incorporata la targhetta 2.0, mentre sulla 1 serie era sotto il ripetitore freccia laterale.Queste modifiche durarono sino a fine produzione 1996. La numerazione rimase in atto fino a metà 1995.

Da metà 95 sino al 96 ne sono uscite un numero imprecisato da cui scompariva la numerazione ed in compenso veniva dotata di ABS,il motivo piu’ probabile è che forte del successo ottenuto la Renault allestì le ultime Williams con delle scocche di Clio 1800 16 v… da qui si spiegherebbe la scomparsa della numerazione e della presenza dell’ABS, anche il colore blu era diverso su quelle non numerate e sulla targhetta colore riportava la denominazione ” blu galassia”.

Caratteristiche tecniche

MOTORE anteriore trasversale – 4 cilindri in linea – Cilindrata 1998 cc – Compressione 10:1 – Potenza Max 108 Kw ( 147 cv) a 6100 giri/min – Coppia max 175 Nm ( 18,2 Kgm) a 4500 giri/min – Basamento in ghisa – Testata in lega leggera – Alesaggio 82.7 x 93 mm – 4 valvole per cilindro – Due assi a camme in testa , punterie idrauliche ( cinghia dentata ) – Alimentazione a iniezione e accensione a controllo integrato ,iniezione elettronica multipoint – Catalizzatore a tre vie

TRASMISSIONE trazione anteriore – Cambio a 5 rapporti : ( 1° =3.090 | 2° =1.853 | 3° =1.321 | 4° =1.029 | 5° =0.794 | R =3.545 )

CORPO VETTURA berlina 2 volumi , 3 porte , 5 posti – Cx 0.33 – Avantreno a ruote indipendenti (schema MacPherson),con triangoli oscillanti inferiori,ammortizzatori telescopici,molle elicoidali e barra antirollio – Retrotreno a ruote indipendenti a braccio longitudinale con sistema a 4 barre di torsione trasversali e ammortizzatori idraulici – Barre stabilizzatrici anteriore e posteriore – Impianto frenante a doppio circuito idraulico – Freni anteriori a disco autoventilanti (259 mm), posteriori a disco (238 mm) , servofreno – Scatola guida a cremagliera , servocomando – Peso / Potenza = 6.8

DIMENSIONI E MASSA passo 2,472 m – Lunghezza 3,172 m – Larghezza 1,641m – Altezza 1,365 m – Massa in ordine di marcia 1035 Kg (a.650 / p.385) – capacità serbatoio 50 litri – capacità bagagliaio 265/1055 litri

PRESTAZIONI velocità max 215 Km/h – Consumi ( l/100 Km) : 6,4 a 90 Km/h ; 8,1 a 120 Km/h ; 11,3 urbano

PNEUMATICI Michelin Pilot HX 185/55 R 15 81V su cerchi in lega leggera a otto razze 7J x 15″

PREZZO DI LISTINO ( anno 1995 ): 32.750.000 lire ( € 16.913,96 ) chiavi in mano

 

I segreti della Clio più sportiva…

Rispetto alla Clio 1.8 16v normale, la WILLIAMS può contare su 234 cc e dodici cavalli in più: l’unità è fondamentalmente la stessa,salvo una serie di interventi di affinamento che ne hanno ulteriormente migliorato le già notevoli caratteristiche di rendimento.Non aspettatevi ,per quanto detto, un formidabile guadagno nelle prestazioni pure,perchè quei 12 cavalli,pur assecondati da una rapportatura ancor più ravvicinata del cambio,non possono far miracoli,tanto più che il peso è all’incirca lo stesso ( solo 35 Kg in favore della 2.0 ).I numeri parlano chiaro: a 100 Km/h la WILLIAMS ci arriva dopo 7,6 secondi,il chilometro si copre in 28,3 secondi e da 70 a 120 all’ora,in quinta,ci si mette poco più di 13 secondi.Che sono, in assoluto, valori da brivido,per una duemila aspirata,ma non poi così lontani da quelli ottenuti dalla 16v ( da 0 a 100 Km/h in 8 secondi). Se non altro, tutto ciò testimonia che il vantaggio della WILLIAMS ,perlomeno sotto il profilo della pura accelerazione, risalta molto di più nell’allungo piuttosto che nello scatto breve…

… da paura su strada…

Il risultato su strada è in ogni caso un << sedici valvole >> che risponde con inusitata veemenza a qualsiasi ordine dell’acceleratore,scattando da fermo o in corsa con una prontezza ( e un rumore) da grande sportiva.Senza che peraltro sia stato perso alcunchè della fluidità e della piacevolissima regolarità di funzionamento del 1800 ,garantendo riprese senza esitazioni anche nelle marce più alte…

…un vero capolavoro!…

Dove i tecnici Renault hanno realizzato il loro piccolo capolavoro è nell’assetto,il quale ha poco a che vedere con quello della 16v di serie.A parte lo scontato irrigidimento di molle,ammortizzatori e barre antirollio , la WILLIAMS ha addirittura l’intero avantreno di diversa architettura ( è ripreso dalla 19 16v),che ha consentito di allargare di 34 mm la careggiata anteriore; questo unito all’adozione di cerchi da 7 pollici ( 6,5 sulla sorellina),contribuisce a raggiungere livelli di grip inattesi in una piccola hatchback e a trasformare la WILLIAMS,nonostante le prestazioni non proprio alla portata di tutti, in una delle macchine più facili da guidare andando allegri.Il turn in ,cioè la precisione nell’imposta- zione, è fulmineo, consentendo di pennellare traiettorie millimetriche a qualsiasi velocità; anzi guidando la CLIO WILLIAMS per molti Km prende piede la strana sensazione che più si va forte,meglio si comporta l’auto.C’è un neo ,comunque: l’ABS non si può avere.Occhio quindi!…

Cuore selvaggio

Com’è facile immaginare la WILLIAMS (una versione speciale originariamente studiata per l’omologazione rallistica: ne dovevano essere costruite solo 2500,ma poi il successo ha suggerito di continuare la produzione) deriva dalla 16v di serie.La maggiore differenza,oltre che nell’assetto,sta nel motore,che invece di essere un 1.800 è un 2.000 siglato F7R ; il 4 cilindri 16v della WILLIAMS si differenzia dal fratello minore soprattutto per l’albero a gomiti con maggiore corsa e per pistoni di diametro maggiorato ,interventi che hanno generato l’aumento di cubatura.Modificati anche il sistema di gestione elettronica, la grandezza delle valvole di aspirazione e il corpo farfallato doppio.Gli alberi a camme hanno un’angolazione particolare e un’alzata delle valvole aumentata; la testata è in lega leggera temprata e resinata; i condotti d’aspirazione sono lucidati; l’albero a gomiti ha una corsa di 93 mm; la coppa dell’olio è in lega leggera a scomparti per un migliore pescaggio; i condotti di scarico sono del tipo 4 in 1 in acciaio.

Dentro e fuori

 

I sedili della WILLIAMS sono più profilati rispetto a quelli della 16v normale.Sono disponibili soltanto rivestiti di velluto grigio,con stemma della scuderia ben in vista sullo schienale.Se avete intenzione di acquistare una WILLIAMS sarà meglio che vi piaccia il blu:di questo colore sono la carrozzeria e le varie finiture dell’abitacolo ( fondo strumenti, pomello cambio, cinture di sicurezza ecc..) All’esterno sono presenti in tutti e 4 i lati degli adesivi al silicone con la scritta WILLIAMS bordata di colore oro.Questo colore caratterizza anche i cerchi in lega a 8 razze.

Prestazioni

VELOCITA’ MAX 214,475 Km/h in V ( dichiarata: 215 Km/h) a 6500 giri/min
RIPRESA IN V 70 – 100 7,9 sec.
  70 – 120 13,4 sec.
  1 Km da 40 Km/h in V: 34,7sec.
FRENATA da 60 Km/h 15,3 m
  da 100 Km/h 42,6 m
  da 130 Km/h 72 m
ACCELERAZIONE 0-60 3,8 sec
  0-80 5,4 sec
  0-100 7,6 sec
  0-120 10,2 sec
  60-90 in 4° 5,9 sec
  60-90 in 5° 8,4 sec
  90-120 in 4° 5,8 sec
  90-120 in 5° 8,7 sec
  1 Km da fermo 28,3 sec. con velocità d’uscita di 182,7 Km/h
  1 Km in 4° marcia 30.6 sec. con velocità d’uscita di 170 Km/h
  1 Km in 5° marcia 34.7 sec. con velocità d’uscita di 149 Km/h
  400 m da fermo 15,5 sec. con velocità d’uscita di 148 Km/h
  400 m in 4°marcia 16,5 sec. con velocità d’uscita di 130 Km/h
  400 m in 5°marcia 18,6 sec. con velocità d’uscita di 110 Km/h

(fonte “Quattroruote febbraio 1995”)